“Industria” del Turismo - Analisi dell’Italia
L’Italia ha visto una diminuzione nella quota tel turismo mondiale per quanto riguarda la percentuale degli arrivi sul nostro territorio. Da primo posto che era nel 1970 l’Italia è passata al 3 nel 1990 e al quinto nel 2005

Questo declino ha colpito sia èper quanto riguarda il numero di arrivi (arrivals) che nelle rendite derivanti dalle entrate (receipts). Comunque nel 2005 l’Italia ha mantenuto il 5% nella quota delle entrate derivanti dal turismo internazionale, una quota che dovrebbe mantenersi o espandersi.
Il turismo infatti rappresenta ua quota molto importante del turismo italiano il turnover derivante era nel 2004 di circa 86,6 miliardi di euro, circa il 6% del PIL italiano dei quali 28,7 miliardi di euro consiste nelle spese dei turisti stranieri. Un altro indicatore che ci aiuta a capire l’impatto del turismo in un paese è il rapporto tra la somma dei valori delle entrate e delle uscite e il PIL nazionale. Il valore era di 5,64 per l’Italia nel 2004 mentre per i due maggiori concorrenti (Francia e Spagna) era 11,09 e 6,23.
Molti analisti hanno cercato di trovare le cause che hanno portato a questa perdita di competitività. Tra tutte la mancanza di promozione e innovazione nel servizio ( soprattutto nel miglioramento dello stesso), oltre che ad una strategia “dell’attesa” di molti operatori.
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L’apprezzamento dell’euro e la recente crisi economica sono alcune delle cause che hanno rafforzato la perdita di domanda mondiale.
In particolare il turismo costiero è quello in cui l’Italia sta perdendo competitività rispetto a nuovi competitors come la Turchia. In particolare si è vista un inversione di tendenza nel turismo tedesco, che costituisce la quota maggiore del turismo mondiale.

La diminuzione della presenza tedesca, croata e austriaca è riequilibrata da un parziale aumento delle presenze di Inglesi, Belgi, Ungheresi e Polacchi.
Questa diminuzione diventa ancora più evidente se si pensa che nel 2006 4 paesi ( Germania, Francia, Svizzera e Austria) rappresentavano il 56% degli arrivi totali in Italia. Oltre a motivi convenzionali, uno dei motivi è sicuramente la vicinanza geografica, che stimola non solo il viaggio per motivi turistici, ma anche per motivi di affari.
Naturalmente si deve considerare non solo il turismo straniero ma anche quello italiano.

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